Quale Qualità

L’economia e il management, fino a pochi anni fa argomenti di nicchia, stanno diventando d’attualità e conquistano quotidianamente le prime pagine dei giornali. All’andamento dell’impresa non sono più legati solo fattori finanziari e di profitto, ma si sono acquisite valenze collettive, di responsabilità e coesione sociale. Le aziende italiane oggi rispondono come possono: c’è chi sceglie la riduzione dei costi a discapito di tutto, c’è chi cerca di ottimizzare e migliorare, chi punta all’eccellenza, magari creandosi una nicchia innovativa.

Chi si occupa di Sistemi di Gestione non può non cogliere l’affinità del momento attuale con quanto già successo, ciclicamente, in passato. Ed è da qui che dovrebbe nascere il confronto e la spinta al miglioramento.

Come nasce la Qualità
Tutti sappiamo, avendolo studiato sui libri di scuola, com’è finita la Seconda Guerra Mondiale e le ripercussioni sugli assetti geopolitici che ne sono conseguite. Il Giappone, profondamente ferito dal Conflitto, ha cercato un sistema per uscire dalla crisi nazionale arrivando, alla fine degli anni Cinquanta, a sviluppare filosofie di management quali la “Qualità Totale”. I produttori nipponici erano partiti da Deming e Juran, ottenendo una loro strategia competitiva, ed erano pronti alla conquista del mercato globale, principalmente nel settore automobilistico ed elettronico.

L’industria statunitense cercò di limitare la conquista di quote di mercato da parte dei giapponesi puntando principalmente sulla riduzione dei costi, a discapito della qualità, e sulla limitazione delle importazioni. Nel tempo il divario qualitativo tra l’offerta giapponese e quella americana si fece sempre più evidente. Il mercato d’altro canto stava andando nella direzione opposta, premiando i prodotti di qualità indipendentemente dal costo, e ciò comportò una profonda crisi negli anni Settanta e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro.

Di fronte a una crisi di tale portata, l’imprenditoria americana colse l’importanza di un approccio volto alla qualità, inteso non solo limitatamente al prodotto, ma a tutto il sistema organizzativo. Da qui nacque il TQM, Total Quality Management, e sul finire degli anni Ottanta la serie di norme ISO 9000. Nacque quindi il concetto di Qualità occidentale che tuttora conosciamo ed utilizziamo.

I parallelismi con la situazione attuale, italiana o mondiale, sono lampanti. L’economia emergente del Far East, nel mercato globalizzato, è la prima e più temibile “avversaria”. Oggi come allora, però, la sfida basata solo sul prezzo e sulla protezione dei mercati interni non può essere quella vincente. L’innovazione, la qualità e la competenza sono quegli aspetti che hanno reso il Made in Italy quello che è, e che è riconosciuto come sinonimo di qualità universalmente.

Fare qualità oggi
La Qualità ai giorni nostri si declina in molti modi: il semplice controllo qualità in produzione, i sistemi di gestione e miglioramento, i sistemi certificati secondo l’ISO 9000, l’adozione dei modelli di Eccellenza.
Oltre che nell’ambito della Qualità, gli odierni sistemi di gestione si sono aperti ad altri settori, come l’ambientale, la sicurezza, la responsabilità sociale, la responsabilità d’impresa, che hanno in comune lo stesso approccio, tanto da divenire talvolta un unico Sistema Integrato.
L’Italia, a livello mondiale, ha recepito la filosofia dei Sistemi di Gestione con grande interesse, tanto da essere, a livello europeo, la nazione con più certificazioni ISO 9000. Altri approcci alla qualità, soprattutto volti all’eccellenza, hanno avuto diffusione e popolarità altalenanti, probabilmente perché se potevano sembrare strumenti interessanti e completi, la loro applicabilità richiedeva un impegno più complesso e i risultati ottenuti derivavano da applicazioni a lungo termine, non avevano quindi l’immediatezza di un sistema ISO 9000 adottato ex-novo.

Le nuove revisioni della norma ISO 9000 hanno voluto contemplare parte dei concetti chiave dei modelli per l’eccellenza (come il EFQM), quali il percorso verso il successo duraturo e sostenibile nel tempo, la valutazione del contesto e dei rischi ad esso connessi, lo sforzo verso la soddisfazione non più soltanto del cliente, ma di tutte le parti interessate che interagiscono con l’organizzazione (società clienti, fornitori, dipendenti, ambiente, ecc.).